Il Santuario

La storia del Santuario inizia nel 1001… A quel tempo il bosco, tanto ricco di querce, era frequentato dai signorotti dei dintorni che venivano nella zona per cacciare e dai pastori che, dall’Abruzzo e dal Molise, venivano in Puglia percorrendo i lunghi tratturi per la transumanza delle pecore.

Si narra che verso la fine dell’Aprile 1001 il conte di Ariano Irpino sognò di fare una buona caccia e incoraggiato, giunse al bosco. Durante la sua battuta di caccia il conte ferì un daino, lo inseguì e lo raggiunse, trovandolo accovacciato ai piedi di una grande quercia. Avvicinatosi per catturarlo, vide la quercia avvolta da un forte splendore ed ecco che nella luce gli appare la Vergine Maria: “Non temere, io sono la Madre di Dio, voglio che mi sia qui eretta una cappella, per essere venerata dai fedeli. Renderò celebre questo luogo con le grazie che concederò a quanti mi invocheranno davanti a questa immagine…”.

Nel frattempo giunse il pastore Strazzacappa che vide con “stupore” i suoi buoi inginocchiarsi come in adorazione, ai piedi della quercia. Sempre più meravigliati il conte e il pastore guardarono in alto e scorsero, tra i rami dell’albero, una statua di legno scuro, raffigurante la Madonna dell’Incoronata con il bambino Gesù. Subito il pastore prese la caldarella di rame che portava con sé, gli versò dell’olio e, appesa ad un ramo della quercia a guisa di lampada, l’accese in onore della Madonna. Quell’olio durò mirabilmente per molti anni senza che se ne rifondesse altro.

Il conte d’Ariano fece costruire una cappella che poi divenne il Santuario dell’Incoronata. La chiesina fu subito ampliata per i pellegrini, sempre più numerosi, che passavano diretti al Santuario dell'Arcangelo Michele a Monte Sant'Angelo. La nuova chiesa fu affidata ai monaci Basiliani, che la tennero fino al 1139.

La storia del Santuario dell’Incoronata è molto complessa: dal sec. XIII agli inizi del sec. XVI nel santuario vi furono i monaci Cistercensi che ne fecero uno dei maggiori centri religiosi della provincia di Foggia.. Nel 1800 i beni del Santuario furono confiscati, inizia perciò un periodo molto buio fino ad arrivare al 1939 quando il Santuario dell’Incoronata ritornò sotto la piena giurisdizione delle autorità ecclesiastiche. Il vescovo mons. Fortunato Maria Farina riportò la famosa Chiesa alla primitiva funzione di casa di Dio particolarmente cara al popolo cristiano per la speciale presenza della Vergine Madre di Dio.

Il Santuario dell'Incoronata oggi

Nel 1950 lo stesso mons. Farina, ne affidò la custodia ai Figli della Divina Provvidenza, fondati da don Luigi Orione. Da quell'anno la vita del santuario crebbe in continuazione. I pellegrinaggi aumentavano, per questo la vecchia chiesa divenne insufficiente. Dopo una lunga fase di studio, nel 1953, si decise di realizzare il progetto dell'ing. Luigi Vagnetti di Roma. Il nuovo complesso architettonico del Santuario dell' Incoronata fu realizzato negli anni tra il 1954 e il 1965. Ispirato alle primordiali abitazioni edilizie della zona, quali la capanna e il trullo, appare come un inno alla Puglia. La grazia e la gentilezza conferiscono al tempio un aspetto suggestivo e spirituale. Il terreno, a disposizione del Santuario dal 1950 e ceduto alla Piccola Opera della Divina Provvidenza ( Don Orione ) dalla Amministrazione Comunale di Foggia, è un grande rettangolo pianeggiante di circa 13 ettari delimitato da una recinzione muraria continua, con accesso sulla strada comunale Cervaro Incoronata. Il Santuario della Madonna dell’Incoronata presenta uno schema centrale a croce greca ed è circondato da una serie di edifici e servizi:

  • l'ala dove si trova il museo
  • l'ala riservata ai Padri
  • l'imponente campanile (alto 57 metri)
  • i vari uffici, la sala teatro per i convegni e gli incontri
  • la casa del Pellegrino
Tradizioni religiose

Il complesso, pur attraverso l’architettura moderna, esprime molto bene una storia iniziata mille anni fa. Nel segno della continuità spirituale il Santuario conserva gelosamente tutto un patrimonio di tradizioni legate al culto della Madonna dell’Incoronata. Per esempio la vestizione della Madonna che avviene il mercoledì precedente l’ultimo sabato di aprile. Degna di nota è anche la Cavalcata degli Angeli che si svolge il venerdì successivo alla vestizione della statua. Vuole proporre il tripudio angelico che aveva riempito la selva di canti e luci nella lontana notte di aprile del 1001 quando la Vergine apparve al conte di Ariano e all’umile e privilegiato Strazzacappa. Oggi i pellegrinaggi si esprimono con maggiore sobrietà. Una volta, invece, quando i pellegrini, arrivavano al ponte sul Cervaro, usavano togliersi i calzari e percorrere gli ultimi due chilometri a piedi nudi. Era un gesto d’umiltà fatto nel ricordo di Mosè a cui sul monte Oreb il Signore comandò "togliti i sandali perché il suolo che calpesti è terra santa". Ora quest’usanza, non c’è più. E’ rimasto il triplice giro che ogni pellegrino compie intorno al Santuario dell’Incoronata prima di entrarvi. E’ un ulteriore atto di omaggio alla Vergine Celeste, quasi un’anticamera, prima di chiedere umilmente il permesso di essere ammessi al cospetto della Regina del Cielo. Tra le usanze religiose sopravvissute è da ricordare anche la benedizione dell’olio che ogni pellegrino riceve; come l’olio dell’umile Strazzacappa, significa la fede, la speranza e la santa carità.

L’ultimo sabato d’aprile si celebra la festa dell’apparizione e le celebrazioni continuano per tutta la prima settimana di maggio. Nel giorno della festa, i devoti arrivano da ogni parte, anche a piedi per onorare la Sacra Immagine. Fin dalle quattro del mattino, ora in cui si pensa sia apparsa nel bosco, i fedeli si raccolgono in preghiera davanti all’immagine della Madonna.

Anche Giovanni Paolo II, il 24 Maggio 1987 visitò il santuario e rese omaggio alla Madonna dell’Incoronata

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